Sepolti nel bosco, sotto il sole trafitto,
come in una prigione ancestrale,
di mura lucenti e... cieche,
l'ignoto, il nulla, il vuoto assoluto
assorbe i miei pensieri.
L'impetuoso vento della bufera
aleggia nell'aria, penetra nell'inconscio,
e come lame lacera le carni
di tutti i miserabili mortali.
L'ignoto, il nulla,
il supplice limbo di un'eterna dannazione.
Dal sogno onirico,
il sospiro profondo d'un cuore morto,
sibilante come un serpente,
terribilmente solo e severo.
L'ignoto, il nulla,
un triste epilogo del rigurgito della vita.
Spazio profondo, nero assoluto,
il dolor che vivo:
al regno dei morti, il mio spirito è già in ostaggio.
Tombe vuote sulla terra
chiamano vendetta, e ogni passo, insano o malato,
risveglia in me la voglia e insieme l'angoscia di morte.
Il sospiro morto della vita,
lento solfeggio del fuoco eterno, si spegne
nell'oscura solitudine della simmetria.
E tutto finisce.
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Nota dell'autore:
Questo componimento, che concede il suo nome al blog come una title track a un album, risale a venticinque anni fa e rappresenta un viaggio nella "Simmetria Oscura" ovvero il cuore di un'angoscia esistenziale. Il bosco, il sole trafitto, la prigione di mura lucenti e cieche: tutto concorre a creare uno spazio chiuso, mentale prima che fisico, dove il pensiero viene assorbito dal nulla. La bufera è insieme evento naturale e tormento interiore, le sue lame lacerano le carni dei "miserabili mortali" – cioè di tutti noi. Il ritornello "l'ignoto, il nulla" scandisce tre stazioni: la natura ostile, il sogno che diventa incubo, la morte come unico approdo. Il titolo, "Simmetria Oscura", rivela il senso profondo: la vita e la morte sono due facce della stessa medaglia, specchi che si riflettono all'infinito in una solitudine geometrica e fredda. Il fuoco eterno si spegne, il sospiro della vita tace, e resta solo la simmetria: l'ordine implacabile di un universo che non dà risposte. Un componimento giovanile, di chi in cima al monte il quel momento scorgeva tutta la discesa e anche il traguardo della vita, coi suoi orrori.
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