mercoledì 10 giugno 2026

Il Sapore di chi ami

La luna illumina e non la vedo. Toglie la mia pelle e la tira in punti che non sapevo di avere. Sento tutto che si consuma. Come se qualcuno avesse passato la carta vetrata su di me e sul mondo mentre dormivo.

Il bosco è fermo ma non silenzioso. Gli alberi sembrano messi lì per guardarmi crescere. Ma oggi non mi guardano più. Si voltano e dicono di non vedermi.

Cammino instabile e il terreno è duro, secco, ingrato. Perché non riesco a stare in piedi? Ogni passo lascia un segno che non voglio vedere, e che mi spiega. Non perché mi spaventi: perché non mi appartiene. O forse sì, troppo.

Le mani... Tirano, si muovono. Non le controllo. Adesso tremano. Adesso cercano. Adesso trovano. E quel che trovano non è mai vivo abbastanza da fermarle, da opporre resistenza. Mi salva il buio della stanza. Quale stanza?

Hh— nn— grahh—

Nngh— rrah

C’è un odore strano nell’aria. Non buono, non cattivo. Un odore che insiste a rigirarsi nella mente. Su sé stesso, si attorciglia.  

Entra dentro e spacca le narici e mi sussurra cose che non comprendo. O forse sì, troppo.

Hh— nn— grahh—

Nngh— rrah—AAAAAAAAH

Lo seguo, è forte più di ogni altro odore sentito prima. Non voglio... perderlo.  

La traccia diventa quasi l’unica cosa che si muove in questo mondo così statico.

Non vedo già più la mia casa, ma quanto sono stata veloce? Ho corso a perdifiato mentre ero ancora ferma? Oppure sono ancora nella stanza?

Arrivo alla radura e sento che il corpo ha già deciso cosa fare. Non conosco più chi sono, ma cerco un luogo che non mi riconosce nemmeno.

Non volevo farmi vedere dalla luce, eppure ero già sulla collina. Chiusa da una porta? Ci arrivo sempre dopo. Prima faccio, poi ragiono. Le dita delle mie mani sono... NO! La bocca invece...  

La sento diversa. E sa ancora cosa ha fatto. Mi lecco le dita, le unghie, come per ricordare. Per finire.

Il sapore è quello giusto. Che non si dovrebbe avere addosso. Che rimane anche se ti lavi. Quello di chi ami.

Hh— nn— grahh—

Nngh— rrah—VURUAAAAAAHHHHH

Lupus in corde, homo in pelle. Luna vocat, caro respondet.

(Daniel Ray Cangialosi)

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